Tappeto Persiano
PRODUZIONE
La caratteristica peculiare di tutti i tappeti orientali è l'annodatura a mano. Il tessuto del tappeto è composto da tre parti: l'ordito, il vello e la trama. L'ordito è l'insieme dei fili, di solito di cotone, paralleli tra loro e disposti verticalmente fra le due estremità del telaio. Il vello è la superficie visibile del tappeto; esso è formato da corti fili generalmente in lana, annodati sull'ordito. I nodi sono allineati in righe nel senso della larghezza del tappeto, mai della lunghezza. La trama consiste in uno o più fili, quasi sempre di cotone disposti tra una riga di nodi e la successiva.
LE MATERIE PRIME
I materiali usati nell'annodatura del tappeto sono tre: lana, seta e cotone.La lana adoperata è in prevalenza ovina, ma assai diffusa è anche la lana di camello; più raro invece è l'impiego della lana caprina. Per quanto riguarda la lana ovina, è naturalmente preferita quella a fibra lunga; le qualità variano anche da zona a zona. Molto apprezzata è anche la lana del Khorasan . La lana che si ottiene pettinando di inverno il vello della pecora e tosandola in primavera è nota come kurk, ed è di ottima qualità . Prima di essere adoperata, la lana deve essere accuratamente lavata in modo che vengano asportati tutti i residui di grasso; quanto più sarà stata lavata, tanto più la tintura darà colori vivaci e puri. Alcuni tappeti dalla lavorazione particolarmente raffinata hanno vello in seta. Il cotone, invece, è utilizzato esclusivamente per i fili dell'ordito e della trama. Nei tappeti antichi i fili dell’ordito e della trama erano quasi sempre in lana.Nella produzione attuale, ad esclusione dei tappeti nomadi che sono interamente in lana, l’ordito e la trama sono in cotone.
I COLORANTI
L’operazione di tintura è molto delicata e viene preceduta da un bagno di allume, che agisce da mordente; poi il filato viene immerso nel bagno di tintura dove, secondo i diversi colori, rimane da alcune ore a qualche giorno. Infine viene messo ad asciugare al sole. Fino all’avvento dei coloranti artificiali (l’anilina fu scoperta nel 1856 e la serie dei suoi colori giunse in Persia negli ultimi anni del secolo scorso), i coloranti usati dai tintori erano esclusivamente quelli naturali, quasi tutti di origine vegetale. I tintori persiani acquistarono una fama notevole nel corso dei secoli, riuscendo ad ottenere dalle sostanze vegetali una serie inesauribile di tinte. Quando però fecero la loro apparizione in Persia i coloranti artificiali, i tintori persiani incominciarono ad abbandonare la tradizione preferendo i nuovi colori molto meno costosi: ne soffersero la qualità e a lungo andare anche la fame dei tappeti persiani, in quanto i colori all’anilina davano tinte che mal si accordavano tra loro e che per giunta tendevano a scolorire. Oggi, con lo sviluppo della chimica, mentre i nomadi tendono a tingere esclusivamente con coloranti naturali, gli artigiani e i grandi laboratori delle città usano molti coloranti sintetici al cromo che non hanno i difetti riscontrati nei colori all’anilina.
Nei tappeti persiani ricorre spesso quello che a prima vista può parere, secondo i casi, un difetto o un pregio e che invece è soltanto una curiosa caratteristica: determinati disegni o fondi, iniziati con un colore di una precisa tonalità, continuano poi con lo stesso colore ma di una tonalità leggermente diversa, o addirittura di un altro colore. Queste incostanze nella colorazione vengono denominate abrash. La presenza delle abrash è una prova che il tappeto è stato tinto con colori vegetali; infatti con i colori vegetali è molto difficile ottenere in due tinture separate lo stesso colore.
IL TELAIO E GLI ATTREZZI
Come si è detto i tappeti orientali sono lavorati interamente a mano. I telai si possono suddividere in due tipi:
Il telaio orizzontale è composto semplicemente da 2 travi di legno tra le quali sono tesi longitudinalmente i fili dell'ordito. Durante la lavorazione i fili dell'ordito sono tenuti in tensione tra le 2 travi mediante 2 bastoni , legati alle estremità di ogni trave, e piantati nel suolo. Questo tipo di telaio è usato quasi esclusivamente dalle tribù nomadi perché facilmente trasportabile.
Il telaio verticale fisso consiste di 2 travi parallele sorrette da due supporti verticali. I fili dell'ordito vengono tesi fra le due trarvi e l'annodatura del tappeto incomincia sempre dal basso . gli artigiani lavorano satndo seduti su un'asse appoggiata ai pioli di due scale fissate ai supporti verticali del telaio . Man mano che il lavoro precede, l'asse viene alzate di piolo in piolo per consentire all'artigiano di trovarsi sempre all'altezza del lavoro. Su questo tipo di telaio vengono di solito annodati i tappeti lunghi non oltre tre metri . Si possono ottenere tappeti più lunghi arrotolando il lavoro eseguito sulla trave inferiore e tendendo una seconda volta i fili dell'ordito fissati in precedenza sulla trave superiore .
Gli attrezzi utilizzati nella lavorazione dei tappeti sono pochi e molto semplici: il coltello, il pettine e le forbici. il coltello viene adoperato per tagliare il fili del nodo e può avere alle estremità della lama yun uncinetto che serve all'esecuzione del nodo. Il pettine viene usato per serrare il filo od i fili della trama contro un'allinemanto di nodi.
Le forbici, piatte e larghe servono a rasare il vello del tappeto.
L'ANNODATURA
Bisogna tenere presente che il tappeto nasce quasi sempre (fatta eccezione di alcune manifatture nomadi) da un progetto preciso preparato da artisti specializzati che creano il disegno su un cartone millimetrato nel quale ogni quadretto corrisponde ad un nodo . Il cartone viene posto sul telaio davanti agli occhi di che deve fare il nodo.
L'annodatura a mano è la caratteristica essenziale di tutti i tappeti orientali. I nodi utilizzati sono di due tipi differenti: Ghiordes o Turkibaft e Sennh o Farsibaft .
Il turkibaft o nodo turko è'utilizzato in prevalenza in Turchia e nel Caucaso e nelle regioni iraniane limitrofe (Azarbajegian Est ed Ovest).
Il farsibaft o nodo persiano è usato prevalentemente in Persia.
La fabbricazione del tappeto incomincia sempre dal lato inferiore. Sui fili dell'ordito tesi verticalmente viene passato un certo numero di fili di trama in modo da creare u margine robusto che mantenga sempre integro il tappeto, evitando le sfilacciature e l'allentamento dei nodi. Si inizia quindi l'annodatura dei fili di lana del vello sui fili dell'ordito. Ogni filo di lana viene fissato su due fili contigui di ordito, secondo le due principali tecniche, nodo turkibaft e nodo farsibaft. È evidente che il costo di un tappeto dipende dal tempo impiegato per fabbricarlo e, in sostanza, dal numero di nodi che contiene.
È per questo che artigiani furbi e frettolosi annodano in modo non ortodosso. È frequente, per esempio, la pratica del cosiddetto “doppio nodo”, denominato jofti nel quale il filo di lana anziché essere annodato su due fili dell’ordito è annodato su quattro fili. Questa tecnica ha l’effetto di sminuire il valore del tappeto e, quel che è peggio, di rendere meno denso il pelo del vello e meno preciso e definito il disegno e i motivi decorativi. Tutto il lavoro di annodatura è svolto a mano da artigiani molto allenati e veloci. In media un buon operaio esegue da diecimila ad un massimo di quattordicimila nodi al giorno. Un lavoro veramente immenso: basti pensare che per confezionare un tappeto di media qualità (con densità di 2500 nodi per decimetro quadrato) e del formato di due metri per tre, occorrono, al ritmo di diecimila nodi al giorno, ben cinque interi mesi lavorativi.
I DISEGNI
I tappeti orientali si possono dividere a seconda del loro disegno in due grandi gruppi: tappeti a disgno geometrico e tappeti a disegno curvilineo, noti come tappeti floreali.
I TAPPETI A DISEGNO GEOMETRICO
Appartengono a questo gruppo tutti i tappeti decorati con elementi lineari composti da tratti verticali, orizzontali ed obliqui. L'insieme del disegno è spesso formato dalla ripetizione dello stesso motivo. i tappeti a decorazione geometrica sono per lo più quelli annodati dalle tribù nomadi, ma il disegno geometrico è anche utilizzato in alcuni villaggi dove la decorazione del tappeto è rimasta più primitiva. I primi tappeti infatti erano a disegni geometrici, mentre i primi esemplari a disegno floreale risalgono solo all’inizio del XVI secolo. I motivi dei tappeti geometrici sono praticamente tramandati a memoria.
I TAPPETI A DISEGNO CURVILINEO O FLOREALE
L’inizio della dinastia safawide segna anche il sorgere dell’artigianato vero e proprio dei tappeti orientali. Infatti i tappeti annodati dai nomadi e dai contadini non potevano soddisfare il gusto raffinato dei sovrani safawidi. Nacquero così i primi centri artigianali dove venivano annodati tappeti a disegno floreale che in pochi anni diedero ulteriore prestigio all’arte islamica. La maggior differenza tra la lavorazione nomade e quella artigianale consiste nella funzione che svolge il maestro disegnatore. Infatti, mentre i disegni dei tappeti nomadi sono tramandati a memoria o scaturiscono dalla fantasia della persona che esegue il tappeto, il disegno del tappeto floreale è eseguito su un cartone e meticolosamente riprodotto dagli artigiani addetti all’annodatura. In questo caso il merito artistico va riconosciuto al maestro che ha disegnato e colorato il cartone.
Abadeh
Abadeh è un villaggio situato circa 300 chilometri a sud di Isfahan lungo la strada Isfahan-Shiraz. Ad ovest di Abadeh si trova l'altopiano abitato dalla tribù del Fars. Gli Abadeh vengono annodati su telaio verticale; ordito e trama sono in cotone, il vello in lana. L'annodatura non è delle più fini ma molto regolare. Il nodo è del tipo farsibaft e la densità varia da 2000 a 3000 nodi per decimetro quadrato.Tutti gli Abadeh sono di produzione recente, infatti l'artigianato di questi tappeti data di alcuni decenni soltanto, di conseguenza i disegni utilizzati non sono tramandati di generazione in generazione e legati ad una antica tradizione locale, ma sono ripresi da altre provenienze persiane. Il classico motivo persiano zil-i-sultan, che raffigura un vaso con delle rose di solito ripetuto a copertura totale del campo, costituisce la decorazione più frequente degli Abadeh. Un’altra decorazione frequente negli Abadeh deriva dai disegni utilizzati per i propri tappeti dalla tribù Ghashgay che si accampa, durante il periodo estivo, nelle prossimità di Abadeh. In questi tipi di Abadeh il rombo, che costituisce il motivo principale nella decorazione dei Ghashghay, è unico e situato al centro del campo. Tutto il resto dei tappeto è decorato con piccoli disegni geometrici simili ai motivi usati dalle tribù dei Fars.I colori degli Abadeh sono vivaci: predominano il rosso acceso ed il blu cobalto.
Afshar
I tappeti Afshar vengono annodati dalla omonima tribù nomade che vive nell'altopiano a sud di Kirman. Essendo tappeti di tradizione nomade essi vengono annodati su telai orizzontali. L'ordito è in lana o in cotone, la trama in lana con un solo filo tra un allineamento di nodi ed il successivo. Il vello è in lana e il nodo del tipo turco con una densità che varia da 600 a 1600 nodi per decimetro quadrato.La tribù Afshar è originaria dell'Azerbaigian, regione situata al nord della Persia, ed abitata popolazioni di origine turca. Durante il regno dello Shah Tahmasp (I524-I587) la tribù Afshar, a causa del carattere turbolento dei suoi membri, fu obbligata a trasferirsi verso sud, nella zona che occupa attualmente.. Col passare dei secoli i tappeti degli Afshar hanno subito l'influenza dei disegni usati dagli artigiani di Kirman e delle vicine tribù dei Fars, per questa ragione la decorazione degli Afshar è molto varia. Un motivo decorativo assai interessante ed originale è il cosiddetto Afshar morghì (morgh in persiano significa gallina). Questi esemplari Afshar sono infatti decorati da un motivo geometrico (raffigurante una gallina) ripetuto parecchie volte fino a coprire tutto il campo del tappeto. Abbastanza comuni anche gli Afshar a rombi e quelli floreali.
Bakhtiari
i tappeti Bakhtiari provengono dalla regione di Chahar Mahal, situata nella Persia centrale e delimitata ad ovest ed a sud dalle montagne dello Zagros ed a nord dallo Zayandeh rud, il fiume che attraversa Isfahan. I Bakhtiari vengono quasi sempre annodati su verticale, ma nei villaggi più isolati viene ancora usato il telaio di tipo nomade (orizzontale).Ordito e trama sono in cotone, qualche volta anche in lana; la trama è composta da due fili. Il vello è in lana con taglio di media altezza. Il nodo è quasi sempre turco. Il numero dei nodi varia da 1200 a 2000 per decimetro quadrato. I Bakhtiari sono facilmente riconoscibili per i loro tipici disegni. Il campo dei tappeto è quasi sempre diviso in quadrati o rombi messi in risalto da un bordo uniforme che li delimita. Queste figure geometriche sono decorate alternativamente da motivi animali o vegetali e tra questi appaiono soprattutto cipressi e cespugli fioriti. Un'altra decorazione assai frequente è costituita da un fitto disegno schematico di fiori ed arbusti che si propaga per tutto il campo dei tappeto. In questi esemplari si trova sovente nella parte centrale del campo un albero spesso chiamato ‘albero della vita’. I Bakhtiary adottano colori con tonalità spente e cupe.
Shiraz
Contrariamente a quanto il nome può far credere, i tappeti Shiraz non sono annodati nella città omonima, ma in tutta la regione dei Fars di cui Shiraz è la ridente capitale. I vari tappeti conosciuti con questo nome sono infatti annodati dalle diverse tribù nomadi che vivono da secoli nell'alto- piano del Fars. I bazar della città di Shiraz è il centro di raccolta e vendita di questi tappeti.
Telaio orizzontale anche negli esemplari seminomadi annodati nei piccoli centri del Fars. L'ordito e la trama sono in lana, tranne qualche esemplare seminomade dove viene usato il cotone. La trama può essere a filo unico o doppio, a seconda della tribù produttrice, il vello è sempre in lana.
Alcune tribú annodano con il nodo persiano, altre usano quello turco. Nei due casi il numero dei nodi è raramente superiore ai 1500 per decimetro quadrato. t invece impossibile dare una valutazione media dei numero dei nodi degli Shiraz, dato che la qualità varia enormemente a seconda della tribù di provenienza. 1 tappeti migliori sono quelli annodati dalle tribù Arab e Basiri e noti anche come Shiraz Extra.Le misure abituali degli Shiraz sono: cm 200-250 X 300-350 e cm 140-I90 X X 2oo-2so. Meno comuni gli esemplari più piccoli o più grandi.
I disegno degli Shiraz è caratteristico della produzione nomade. 1 motivi sono semplici e geometrici, realizzati con grandi tratti lineari e colori vivaci.Il motivo più ricorrente, che permette di riconoscere lo Shiraz, è il rombo a losanga situato solo al centro del tappeto o ripetuto longitudinalmente tre o più volte a seconda delle sue dimensioni.il rombo è solitamente chiaro o blu notte, mentre il campo è quasi sempre rosso. Il campo è decorato da motivi vegetali stilizzati. Il bordo è quasi sempre formato da parecchie cornici strette, verticali che racchiudono una fascia più larga spesso decorata da motivi che ricordano la foglia di palma ed il pino.Le cornici sono sovente separate tra loro da una stretta banda decorata con una fila di bastoncini obliqui.I Ghashghay, pur dovendo essere inclusi nella descrizione degli Shiraz per la zona di provenienza comune (Fars) e la somiglianza dei motivi, meritano una nota particolare.Questi tappeti sono annodati dalla tribù omonima che occupa la parte occidentale dell'altopiano del Fars.I Ghashghay raggruppano la popolazione nomade più evoluta del Fars. Questo loro stato di superiorità si riflette anche nei loro tappeti che sono migliori rispetto agli Shiraz.Infatti la lana è selezionata e filata con maggior cura, la varietà e la qualità dei colori sono superiori ed il numero dei nodi (turkibaft) è più alto. Ne risulta un tappeto più resistente con il vello compatto ed i colori più solidi e vari.I motivi, come si è già detto, sono gli stessi degli Shiraz. In qualche esemplare sono raffigurate, al limite tra il campo e la bordura, le colonne del palazzo di Ciro. I Ghashghay infatti, si accampano spesso nelle vicinanze di Persepoli, antica capitale achemenide.
Ardebil
Ardebil è un centro persiano al confine con il Caucaso, situato sulle montagne dell'Azerbaigian dominanti il Mar Caspio.
L’annodatura avviene su telaio verticale, ordito e trama sono abitualmente in cotone, qualche volta in lana. Il vello è in lana col taglio di media altezza; il nodo è dei tipo turkibaft e la densità varia da 1000 a 2000 nodi per decimetro quadrato.
Gli Ardebil sono tappeti a motivi geometrici di chiara ispirazione caucasica; essi assomigliano particolarmente agli Shirvan dai quali tuttavia differiscono per tre elementi. Il primo è costituito dalla diversa decorazione della bordura: negli Ardebil la bordura è molto più elaborata, ed è spesso composta da una fascia centrale racchiusa da una serie di cornici laterali. Il secondo fattore è fondato sulla qualità della lana. La lana usata per il vello degli Ardebil è opaca ed i fili sono piuttosto grossi; anche l'altezza del vello è superiore a quella degli Shirvan. Il terzo elemento è dato dai colori. Il campo degli Ardebil è abitualmente avorio, e le tinte usate per la colorazione dei motivi sono molto vivaci, con largo uso del rosso e del verde pisello.
La decorazione del campo più frequente negli Ardebil è composta da tre rombi allineati nella parte centrale del tappeto e spesso delimitati da una greca. Il resto del campo è fittamente ricoperto dai più vari motivi caucasici: rosette, stell
Ardebil è un centro persiano al confine con il Caucaso, situato sulle montagne dell'Azerbaigian dominanti il Mar Caspio.
L’annodatura avviene su telaio verticale, ordito e trama sono abitualmente in cotone, qualche volta in lana. Il vello è in lana col taglio di media altezza; il nodo è dei tipo turkibaft e la densità varia da 1000 a 2000 nodi per decimetro quadrato.
Gli Ardebil sono tappeti a motivi geometrici di chiara ispirazione caucasica; essi assomigliano particolarmente agli Shirvan dai quali tuttavia differiscono per tre elementi. Il primo è costituito dalla diversa decorazione della bordura: negli Ardebil la bordura è molto più elaborata, ed è spesso composta da una fascia centrale racchiusa da una serie di cornici laterali. Il secondo fattore è fondato sulla qualità della lana. La lana usata per il vello degli Ardebil è opaca ed i fili sono piuttosto grossi; anche l'altezza del vello è superiore a quella degli Shirvan. Il terzo elemento è dato dai colori. Il campo degli Ardebil è abitualmente avorio, e le tinte usate per la colorazione dei motivi sono molto vivaci, con largo uso del rosso e del verde pisello. La decorazione del campo più frequente negli Ardebil è composta da tre rombi allineati nella parte centrale del tappeto e spesso delimitati da una greca. Il resto del campo è fittamente ricoperto dai più vari motivi caucasici: rosette, stelle, animali, figure umane e geometriche.e, animali, figure umane e geometriche.
Tabriz
Città situata a nord-ovest dell'Iran in prossimità delle frontiere russa e turca. Tabriz è stata per molti secoli uno dei centri piú importanti della Persia. Nel XIII secolo fu la capitale dell'impero Mongolo. Per la sua posizione geografica Tabriz subí diverse invasioni Ottomane .
I Tabriz provengono quasi esclusivamente dalla città stessa. Nella gran maggioranza i tappeti sono annodati in centri di produzione che raccolgono parecchie decine di telai.
Relativamente pochi sono i tappeti tessuti nelle case private. Il telaio è verticale; spesso i subbi sono metallici. Il nodo è sempre del tipo turkibaft (la popolazione di Tabriz è di razza e lingua turca). L'ordito e la trama sono in fìlato di cotone molto solido. La trama è del tipo a doppio filo.Il vello è in lana che di solito proviene dalla regione di Maku (frontiera turca) o dal lago di Orumieh , situato a sud-ovest di Tabriz. La lana utilizzata è molto solida ma ruvida, perciò il vello, soprattutto nei tappeti di qualità media, non risulta uniforme e valutato.All'inizio del secolo gli esemplari piú fini venivano annodati con la seta. Quei rari tappeti sono tra i pezzi piú belli dell'artigianato persiano. 1 Tabriz sono annodati in sei qualità standard: 25, 30, 35, 40, 50, 60 (RAJ). Questi numeri corrispondono ai nodi esistenti in un pun- Zeh (cm 7). La qualità 35, per esempio, ha 2500 nodi per decimetro quadrato cioè: 35 : 7 = 5 nodi per centimetro = 25 nodi per centimetro quadrato pari a 2500 nodi per decimetro quadrato.Le dimensioni abituali sono i sajadeh ed i grandi tappeti (da cm 200 X 300 in su).I Tabriz hanno un ruolo importantissimo tra le varie provenienze di tappeti persiani. Infatti a Tabriz che s'iniziò la produzione di tappeti destinati all'esportazione. Gli ingegnosi commercianti di quella città, che dalla metà dell'Ottocento inviavano ad istanbul i vecchi tappeti raccolti uno ad uno nelle case dei notabili persiani, si resero conto che la richiesta era ben superiore alla disponibilità e decisero dunque di trasformarsi da mercanti in produttori. Sorsero cosí i primi centri di produzione dove i tappeti venivano annodati nelle misure e nei colori richiesti dai mercanti europei. Forse, per questa ragione, non c'è un colore particolare che contraddistingua i Tabriz. La decorazione è del tipo floreale, spesso con un medaglione centrale. I motivi, rami fioriti, arbusti e foglie sono di grandi dimensioni. Oltre a questi temi classici, esistono anche Tabriz con motivi vegetali e animali; gli esemplari decorati col motivo herati sono più rari.
Heriz
Gli Heritz, pur appartenendo alla famiglia dei Tabriz, meritano un rilievo particolare per alcune singolarità della loro lavorazione. Questi tappeti provengono da una trentina di villaggi compresi nel raggio di 50 chilometri ad est di Tabriz. Fra i centri piú importanti vanno ricordati He'ritz, Cheoravan, Bakshaish, Mehraban. Gli esemplari Heritz hanno molte caratteristiche in comune con i Tabriz, prima fra tutte il nodo turco. Anche i cartoni usati sono gli stessi, ma sono interpretati dagli artigiani di questa zona in maniera differente. Gli artigiani di Heritz, infatti, non sanno annodare linee curve ed eseguono la lavorazione trasformando gli arabeschi dei cartoni in tratti perpendicolari, orizzontali ed obliqui. Cosi, dallo stesso disegno possono nascere due tappeti differenti: il Tabriz classico e raffinato, e l'Heritz dalla decorazione semplice e stilizzata. Oltre al nome di Heritz è noto agli intenditori europei quello di Gheoravan, usato per indicare tappeti di vecchia fattura di quella zona. I Cheoravan hanno di solito un fondo chiaro e splendidi motivi di decorazione in tonalità che va- riano dal marrone bruciato al blu notte.
Esfahan
Gli Isfahan sono annodati nella città omonima e nei villaggi limitrofi. Isfahan, capitale della Persia durante il regno di Shah Abbas, conserva nei suoi monumenti il fasto del Rinascimento persiano. Situata al centro della Persia, nella fertile pianura attraversata dallo Zaiandeh Rud, è una tra le più prestigiose città del Medio Oriente.
I tappeti Isfahan vengono tessuti su di telai verticali; l’ordito e la trama sono in cotone, il vello in lana molto rasa. Alcuni esemplari hanno il vello in seta. La lavorazione è molto fine: da 2500 a 6000 nodi per decimetro quadrato.
Gli isfahn sono stati probabilmente i primi tappeti persiani ad essere conosciuti ed apprezzati in Europa. Infatti, durante il regno dello Shah Abas (1587-1629) molti tappeti annodati dagli artigiani di isfahan furono regalati a dignitari e sovrani occidentali. Purtroppo, dopo l’occupazione della città da parte degli afghani, la lavorazione dei tappeti venne praticamente abbandonata a favore di attività che offrivano un più rapido guadagno. Soltanto all’inizo di questo secolo l’artigianato del tappeto è ripreso, riacquistando in pochi anni l’antica fama.
Gli Isfahan sono tutti a disegno floreale, abitualmente con un medaglione centrale su un campo decorato da motivo di rami fioriti intrecciati. Alcuni esemplari hanno anche i quattro cantonali decorati con gli stessi motivi e gli stessi colori del medaglione centrale. Frequenti sono anche i tappeti figurali e con scene di fauna e flora. Un’altra decorazione tipica di questa provenienza è quella nota come "vaso fiorito". Il campo di questi tappeti presenta ad una estremità un vaso dal quale si diramano lunghi rami fioriti che ricoprono tutto il campo del tappeto. In questi esemlari il campo ha spesso la forma di nicchia e cioè presenta due cantonali all’estremità del campo, dalla parte opposta del vaso.
Gli Isfahan utilizzano una gamma di colori vastissima.
Kashan
LA città di Kashan è situata 250 chilometri a sud di Teheran, ai limiti del deserto salato. I tappeti Kashan vengono solitamente tessuti su telaio verticale ed hanno ordito e trama in cotone; il vello è in lana sempre di buona qualità e tagliata molto rasa. Il nodo è farsibaft e la densità varia da 2000 a 6000 nodi per decimetro quadrato. Frequenti sono anche gli esemplari in seta. Dopo il periodo aulico che culminò con il regno di Shah Abbas, l’artigianato del tappeto ha subito a Kashan una interruzione di oltre due secoli compresi tra l’invasione afghana (1722) e la fine dell’ottocento. Solo durante l’ultimo quarto del XIX secolo alcuni proprietari di tessiture, trovatisi in difficoltà a causa della concorrenza subita dai tessuti di importazione, decisero di rilanciare la lavorazione dei tappeti. In pochi anni, grazie all’ottima qualità della lana, all’annodatura finissima ed alla bellezza dei colori e dei disegni, i Kashan furono classificati tra i migliori tappeti persiani. Anche la produzione moderna ha mantenuto un ottimo livello, rafforzando nel mondo il prestigio di questi tappeti. I Kashan sono facilmente riconoscibili dal loro disegno. Il campo è quasi sempre decorato da un medaglione centrale che termina, nel senso della lunghezza del tappeto, con due corone fiorite. Il resto del campo presenta un fitto intreccio di fiori e viticci. Ai quattro cantonali una ricca cornice delimita un motivo che richiama i disegni ed i colori del medaglione centrale. Più rari i Kashan senza medaglioni. Questi ultimi presentan, spesso insiems alla decorazione floreale, anche una decorazione animalistica come giraffe e pavoni. La bordura è composta da due o quattro cornici secondarie che fiancheggiano la cornice principale. Assai frequenti sono anche i kashan a decorazione figurale che sono quasi sempre annodati in seta. I colori abituali per il fondo nei kashan sono il rosso mattone ed il blu cupo. Molto spesso i tappeti a fondo blu hanno il medaglione e la bordura rossa e vicecersa
Joshagan
Villaggio Joshaghan situato al centro della Persia a circa metà strada fra Isfahan e Teheran. Gioshaghan sorge in una zona montagnosa ed è circondata da vaste piantagioni di pioppi. Il telaio è verticale; l'ordito e la trama in cotone; il vello in lana con taglio di bassa o media altezza; il nodo è del tipo farsibaft con una densità variante tra i 1200 ed i 2soo nodi per decimetro quadrato. il formato abituale è il sajadeh. I tappeti joshaghan hanno mantenuto la decorazione inalterata da oltre due secoli. Al Victoria and Albert Muscurn di Londra è esposto un frammento di un tappeto joshaghan del XVII secolo che ha il disegno molto simile a quello degli joshaghan di produzione moderna. Il motivo joshaghan consiste in vari disegni di uguale grandezza che raffigurano, con tratti stilizzati, fiori, foglie e rami fioriti. L'insieme di ogni disegno forma un rombo; questi rombi fìoriti sono disposti uno accanto all'altro fino a coprire tutto il campo. In alcuni esemplari si nota, al centro del campo , un medaglione romboidale delineato da una greca solitamente bianca. Anche il medaglione è decorato con il motivo joshaghan e si distingue dal resto del campo per il differente colore di fondo (abitualmente campo rosso e medaglione blu). Altri esemplari presentano quattro cantonali triangolari delimitati da una greca bianca. La qualità più fine degli joshaghan di produzione moderna è comunemente chiamata Murchekhordt , dal nome di un villaggio limitrofo. il disegno degli joshaghan qualche volta è utilizzato dagli artigiani della vicina Kashan.
Kerman
I tappeti Kirman provengono dalla città omonirna e da alcuni villaggi, sparsi nel raggio di 50 chilometri dal capoluogo.
Kirman è situata nella Persia sud-orientale in una delle zone più desolate di tutto il Paese.
Centinaia di chilometri di altopiano desertico la separano in ogni direzione dagli altri centri dei sud e dell'est. A quaranta chilometri da Kirman sorge il bellissimo mausoleo dedicato a Shah Nimatullah, un darvish del quindicesimo secolo. L'armonia dei volumi, la ricchezza dei disegni e la varietà dei colori di questa costruzione dimostrano il talento innato degli artigiani di Kirman, riconosciuti come i più abili di tutta la Persia.
Telaio verticale, ordito e trama in cotone; la trama passa due volte dopo ogni riga di nodi. Il vello è in lana; il taglio può essere medio oppure raso. Tranne casi eccezionali, i Kirman si suddividono in quattro qualità: 70, 80, 90, 100. Questi quattro numeri corrispondono al numero dei fili d'ordito in un ghireh (1 ghireh = cm 7).Tenendo presente che ogni nodo prende due fili dell'ordito, si può facilmente calcolare il numero di nodi per decimetro quadrato di ogni qualità. Per esempio, i tappeti della qualità 70 hanno 2500 nodi cioè: 70 : 2 = 35 nodi per ghireh; 35 : 7 = 5 nodi per centimetro; 5 X 5 25 nodi per centimetro quadrato = 25oc nodi per decimetro quadrato.
I Kirman esistono in tutte le dimensioni classiche persiane anche se si trovano molto raramente nel formato allungato (kallegy).
Il successo dei Kirman è dovuto in gran parte all'abilità dei disegnatori dei cartoni (ustad).Gli ustad hanno saputo unire alla loro innata abilità e senso artistico il rispetto della tradizione. Il risultato è che i Kirman, pur avendo un'impronta comune che li distingue dalle altre provenienze, sono realizzati in una gamma vastissima di disegni. Essi rivelano spesso un'influenza occidentale: infatti, all'inizio di questo secolo, alcuni facoltosi importatori di tappeti crearono nuovi centri di produzione finanziando gli artigiani di Kirman; gli ustad, dal canto loro, adattarono i loro disegni alle esigenze dei mercati europei ed americani. I Kirman sono tutti di disegno floreale; molti hanno un ricco medaglione centrale messo in risalto da un campo unito.
I motivi del medaglione sono ripresi nella bordura e nei quattro angoli del tappeto. Alcuni di questi esemplari sono noti coi nome di Ghab Ghoraní che significa in persiano "copertina del Corano" perché riprendono appunto i motivi abituali d'omato delle copertine degli antichi Corani.
Altri Kirman, quasi sempre nella qualità 100, hanno tutto il campo ricoperto da un fittissimo disegno floreale. In alcuni esemplari permane il medaglione, centrale, mentre in altri la decorazione e ricopre in maniera uniforme tutto il campo. Qualche volta la decorazione di campo dei Kirman rivela l'influenza dell'arte miniaturistica persiana. Si tratta degli esemplari decorati con motivi di flora e fauna e più raramente figurali con scene di caccia.
Meno frequenti e molto belli sono gli esemplari decorati con "l'albero della vita". In questi casi il campo è a forma di nicchia. Un altro motivo che si ritrova nella decorazione dei Kirman è il boteh: molto spesso come uno degli elementi decorativi, più raramente come decorazione principale.
KIRMAN LAVER Si tratta di tappeti molto belli di qualità e disegno Kirman, annodati dagli artigiani di Ravar, villaggio situato a quaranta chilometri da Kirman, dove, per tradizione, vengono prodotti unicamente tappeti di qualità finissima.
Laver è una deformazione di Ravar, perciò questi tappeti dovrebbero essere chiamati Kirman Ravar.
Yazd
La cittadina di Yazd, situata a circa 250 chilometri ad ovest di Kirman, è, nota in tutta la Persia per l'industriosità dei suoi abitanti che sono di origine zoroastriana. Tra le varie attività artigianali praticate a Yazd la più nota è la tessi- tura della seta e del cotone, eseguita con telai a mano. Forse per questo motivo fino a pochi anni fa l'artigianato dei tappeti era pressoché inesistente: gli abitanti traevano un maggior profitto dalla vendita delle stoffe. Successivamente, ridotta la produzione locale per la cresciuta importazione, gli artigiani di Yazd passarono a produrre tappeti. La decorazione dei tappeti Yazd riprende i motivi dei Kirman, particolarmente di quelli a medaglione centrale con il campo in tinta unita. Anche la lavorazione assomiglia a quella dei Kirman ma abitualmente la densità di nodi è .inferiore.
Khorassan, Mashhad, Birjand
La vasta regione che si estende dal centro-nord dell'altopiano iranico fino al confine con l'Afghanistan ad est e con la Russia a nord-est si chiama Khorassan.
Capitale e centro principale del Khorassan è la città di Mashhad situata a meno di 100 chilometri dalla frontiera russa. Mashhad è una delle più importanti città dell'Iran e la sua moschea principale è anche meta di pellegrinaggio dei musulmani sciiti. Altra cittadina importante e centro di produzione di tappeti è Birjand, situata circa 400 chilometri a sud di Mashhad. Vicino a Birjand si trova il Villaggio di Mud, pure conosciuto per l'artigianato del tappeto.
I tappeti del Khorassan si possono dividere in tre gruppi e precisamente: Khorassan, Mashhad, Birjand.
Khorasan
Per Khorassan s'intendono i tappeti antichi e vecchi di questa provenienza, dato che la produzione recente s'identifica con i tappeti Mashhad.
Il rinomato disegno herati utilizzato in tantissime provenienze persiane è originario di questa regione e costituisce appunto il motivo principale dei Khorassan. Il nome di herati deriva dalla città afghana di Herat, antica capitale del Khorassan, ma, contrariamente a quanto si crede, ad Herat non sono mai stati annodati tappeti.
Il motivo herati ricopre tutto il campo dei Khorassan ed è interessante notare che la rosetta centrale dell'herati non è compresa in un rombo come avviene in tutti gli altri esemplari che utilizzano questo motivo.
I Khorassan sono facilmente riconoscibili per una caratteristica della loro lavorazione: la trama è normalmente formata da un solo filo di cotone, ma ogni 7-10 righe di nodi passa per ben tre volte. Questa particolarità è visibile al rovescio del tappeto dove ad intervalli regolari si nota una riga chiara.
I colori dei Khorasan variano a seconda della zona. L'arancione ed i colori vivaci abbondano nei tappeti annodati nel sud del Khorassan, le tinte tenui e spente in quelli delle altre zone. Mashhad,Mud
tappeti di Mashhad vanno divisi in due gruppi: i Mashhad ed i Mashha'd Turkibaft. Sia i Mashhad che i Turkibaft vengono annodati su telai verticali, per lo più raggruppati in piccoli centri artigianali.
L'ordito e la trama sono in cotone ed il numero di nodi varia da 1500 a 3000 Per decimetro quadrato.
La differenza tra questi due gruppi è nel nodo: i Mashhad hanno il nodo persiano; i Turkibaft, lo dice il nome, quello turco. Turkibaft sono dovuti all'iniziativa di un gruppo di commercianti di Tabriz che organizzarono a Mashhad, nel secolo scorso, alcuni centri artigianali del tappeto. Sia i Mashhadche i Turkibaft adottano il disegno floreale detto islim, cioè serpente' Su tutto il campo dei Mashhad sono infatti ben visibili sottili volute tortuose che ricordano la forma dei serpenti. il medaglione centrale è per lo più rotondo.
1 colori sono vivaci con una buona prevalenza di rosso. La bordura è formata da due o più cornici laterali piuttosto strette e decorate con piccoli motivi Boreali e da una centrale, larga, decorata sia con motivo fiore e is m sia con decorazioni floreali spesso racchiuse, alternativamente, da tabelle rettangolari e romboidali.
Birjand
I Birjand sono molto simili ai Mashhad. La loro decorazione però è solitamente costituita dal disegno floreale classico persiano, ma con il medaglione centrale rotondo. Anche i colori ricordano quelli dei Mashhad vi si nota in più l'arancione nella bordura ed in alcuni disegni del campo.
Nel vicino villaggio di Mud si annodano tappeti simili, che si distinguono per il campo generalmente in tinta unita ed il vello tagliato alto.
Qom
Qum è un’importante città situata circa 150 chilometri a sud di Teheran in una zona discretamente fertile dell’altopiano persiano. È un centro di pellegrinaggio per i musulmani sciiti che vanno a pregare sulla tomba di Fatomeh.
I tappeti Qom vengono tessuti su telai verticali, quasi tutti concentrati nella città, in case private. Trama ed ordito sono in cotone, più raramente in seta. Il vello è molto spesso in lana intercalata alla seta nell’esecuzione dei motivi più dettagliati del tappeto. La lavorazione è tra le più fini con una densità media di 4/5000 nodi farsibaft per decimetro quadrato.
Verso il 1930, per iniziativa di un gruppo di mercanti di Kashan, sorsero a Qum i primi telai. I Qum, sebbene costituiscano la produzione più recente, si sono imposti grazie alla evoluta esecuzione tecnica ed alla varietà dei loro disegni, tanto che fanno ora parte dei tappeti persiani più noti. Questo rapido successo è dovuto in gran parte ai primi disegnatori di cartoni che ripresero e rielaborarono per questa provenienza molti motii ornamentali del tappeto persiano. I Qum hanno ripreso i disegni floreali a campo unito degli Isfahan ed a medaglione centrale dei Kashan.. Altri Qum si ispirano al disegno a riquadri dei Bakhtiyar. Anche i motivi boteh e zir-i-sultan sono diventati un tema classico nella decorazione di questi tappeti. I Qum adottano una vastissima gamma di colori; il bianco e l’avorio ricorrono spesso nel campo, mentre la decorazione è di solito a tinte molto vivaci.
Tappeti Teheran
Teheran, capitale della Persia dalla fine del XIX secolo, è una metropoli che con le sue scuole d'arte e le sue università costituisce un punto d'incontro, di sviluppo e di maturazione delle principali esperienze artistiche di tutto l'Iran. I tappeti della zona, sia quelli antichi sia quelli moderni, sono tra i più ambiti dagli intenditori più esigenti.
Caratteristiche Tecniche e materiali
Comune ai manufatti prodotti è un ottimo livello di lavorazione, grazie anche alle materie prime di pregiata qualità: morbide lane e lucenti sete. L'annodatura è precìsa e fitta, resa compatta dalla tecnica lui baft.
Aratteristiche Iconografiche
II vivace dinamismo culturale ha favorito la formazione di grandi disegnatori di tappeti, veri e propri artisti che, con estro e senso estetico, hanno cercato di introdurre innovazioni nei disegni e negli impianti.
Questa gloriosa tradizione è iniziata già nell'Ottocento con le opere di autorevoli maestri, tra cui Hosein Taherzadeh Behzad, Golamhosein Eskandani, Reza Vafa e Hirbod, ed è continuata anche nel successivo periodo, dominato dalle direttive della Sherkate Farsh (vedi pag. 46), che ha intelligentemente finanziato artisti importanti quali Masumeh Hoseini e Giafar Pakdast. Ma è a Rasam Arabzadeh, eccezionale disegnatore di tappeti spentosi nel 1997, che la produzione locale deve le massime innovazioni iconografiche che segnano una vera e propria svolta nei canoni decorativi persiani.
L'eccentrico maestro, infatti, non si è limitato a elaborare decori e stili derivanti da una tradizione centenaria, ma ha ideato nuovi disegni, con paesaggi dal gusto vedutistico o ispirati a una realistica osservazione della natura, e composizioni dalle forme ardite che ricordano certe sperimentazioni della contemporanea arte astratta. I suoi esemplari, di inestimabile valore, esprimono quindi una rivoluzionaria percezione dei soggetti che, senza ombra di dubbio, conferisce al tappeto una dimensione pittorica e segna un radicale cambiamento nell'ambito figurativo della produzione d'Oriente. La svolta operata da Rasam Arabzadeh ha creato una nuova scuola iconografica e molti sono oggi i disegnatori che si ispirano al realismo del grande maestro. Ma la sua opera possiede un valore di ben più ampio respiro, poiché ha insegnato che, come ogni altra forma d'arte, anche nell'iconografia dei tappeti bisogna avere il coraggio dì "osare", di ricercare e di sperimentare nuove forme. Proprio per questo non è possibile indicare con precisione le varie caratteristiche decorative che costituiscono la moderna produzione dei tappeti di Teheran. Vi sì trova un po' di tutto, poiché tutto matura in un clima di eclettismo estetico davvero stimolante.
Colori
Anche qui non è possibile identificare tinte predominanti; ogni maestro le sceglie liberamente, poiché i cromatismi assumono spesso un valore espressivo che trascende la semplice ricerca dell'armonia d'insieme. Va però ricordato che a Teheran si utilizza un particolare tono di rosso dalle sfumature violacee.